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Giovani affacciati sul mare a Cefalù

Questo mondo è difficile. È quello che sentiamo dire costantemente in qualsiasi ambito: è difficile conoscere nuovi partner perché ormai si sta solo sui social e se parli a uno sconosciuto sei anormale; e se hai un partner è difficile fare famiglia perché non c’è lavoro perché c’è la crisi; e se hai un lavoro è difficile avere un vita sociale perché ti tocca stare a lavorare fino alle 9 di sera ecc…

Questo mondo è davvero difficile. Realizzare ogni cosa sembra impossibile. Ancora prima di intraprenderla sai già, come per scontato, che tanto non ce la potrai fare: perché c’è troppa concorrenza, perché ci sono gli asiatici che arrivano qua stra competitivi e non c’è più posto per te, perché tanto è impossibile…
Quand’è che noi giovani abbiamo iniziato a pensare così? Non voglio sentirmi dire che è colpa di Facebook o di qualsiasi altro social network o di qualsiasi altra tecnologia. Se ci è passata la voglia di fare cose difficili non è perché è bello e facile leggere post ilari sulla nostra pagina Fb (che poi bello non è per niente visto che la stragrande maggioranza dei giovani si deprime a guardare le bacheche altrui sentendosi una nullità).
Siamo una generazione che ha avuto una vita facile. E forse le difficoltà ci spaventano. Ma se questa fosse una buona ragione per smettere di provarci allora sarebbe davvero meglio passare le giornate su qualche social.

“Siamo in 7 miliardi e ognuno vuole tutto”, dice un personaggio del film di Interstellar. Quand’è che noi giovani del 2019 andiamo a prenderci questo tutto?

Sento così poca gente che vuole conquistare il mondo, alla maggior parte basta essere un consulente che lavora 20 ore al giorno e fa le vacanze in barca, su una bella barca; oppure si getta a capofitto nel primo lavoro sottopagato perché tanto realizzare i proprio sogni è troppo difficile, meglio accontentarsi di quel che offre il convento.
Qualche anno fa ho conosciuto una persona, ormai cinquantenne, che parlando mi ha detto: “ma io non muovo un dito se non ho come obiettivo quello di cambiare il mondo”, ed è una delle persone più umili e generose che abbia conosciuto. Ma nelle sue azioni, anche le più semplici, vedi dietro questa grandezza. Mi spiace di non aver mai sentito una frase del genere detta da un mio coetaneo.

Ma io so che noi giovani siamo tutti come su un muro affacciato sul mare infinito e quando ci passerà la paura della difficoltà faremo cose incredibili e cambieremo il mondo.

Questo articolo era stato scritto il 14 agosto 2017 e pubblicato sulla prima versione del mio blog “A righe verdi”. Devo dire che ora che ho un lavoro precario, una famiglia e un figlio è effettivamente molto difficile (soprattutto in uno stato come l’Italia dove a otto mesi compiuti del mio bambino sto ancora aspettando il primo euro del sedicente bonus bebè…) ma mi sento di aggiungere un pensiero: ogni cosa difficile porta con sè moltissime soddisfazioni e posso dire di aver abbandonato quel muretto sul mare e aver cominciato a cambiare nel mio piccolo il mondo intero.

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