Chi ha ucciso il Gattopardo?

Copertina "Il sorriso dell'ignoto marinario"

E a chi sta sorridendo l’ignoto marinaio di Antonello da Messina?
(“Agli imbecilli, come voi e come me” risponde il barone Madralisca nel libro Il sorriso dell’ignoto marinaio di Vincenzo Consolo. )

Nella storia, anche in quella dell’arte, ci sono domande alle quali non è possibile dare risposta, e forse è proprio questo che le rende agli occhi di un autore lo spunto ideale per un romanzo simil-storico.

Consolo dedica alla sua terra d’origine un romanzo tutto siciliano: storie, protagonisti, dialetti e soprattutto opere d’arte sono tutte rigorosamente made in Sicilia.

Un romanzo che parte da un antefatto tutto personale: una ragazza, figli di uno speziale di Messina, improvvisamente deturpa con un coltellino un quadro appeso alla parete del negozio. Il quadro raffigurava un giovane marinaio, dal sorriso velato e misterioso.

Che cosa ha spinto la ragazza a tale gesto? Per rispondere alla domanda l’autore introduce il lettore nella storia più fitta e intricata del risorgimento siciliano, quello che coinvolge piccoli paesini dimenticati e lascia sullo sfondo le grandi imprese delle città di Palermo e Messina.

Tra personaggi che spariscono e ricompaiono, tra vicende che si incrociano in maniera casuale o predestinata, la grande macchina della Storia compie il suo ciclo ineluttabile, cieca ai sacrifici dei più piccoli. È proprio a questi ultimi che Consolo vuole dare una voce propria, financo a dedicare un intero capitolo alle loro parole scritte coi carboncini su un muro di pietra.

In questa storia tutta siciliana è giustamente uno dei più grandi artisti siciliani, Antonello da Messina, a far da sfondo all’intera vicenda. Ogni episodio del romanzo è infatti legato, in maniera palese o metaforica, proprio al Ritratto d’ignoto marinaio, opera realizzata dall’artista intorno al 1476.
Quadro che gira nelle mani di alcuni personaggi mentre con altri è legato da un’estrema somiglianza. Tutto si può ricondurre a quel risolino beffardo descritto così dall’autore:

“Apparve la figura di un uomo a mezzo busto. Da un fondo verde cupo, notturno, di lunga notte di paura e incomprensione, balzava avanti il viso luminoso. Un indumento oscuro il chiaro del forte collo dal busto e un copricapo a calotta, del colore del vestito, tagliava a mezzo la fronte. L’uomo era in quella giusta età in cui la ragione, uscita salva dal naufragio della giovinezza, s’è fatta lama d’acciaio, che diverrà sempre più lucida e tagliente nell’uso ininterrotto. L’ombra sul volto di una barba di due giorni faceva risaltare gli zigomi larghi, la perfetta, snella, linea del naso terminante a punta, le labbra, lo sguardo. Le piccole, nere pupille scrutavano dagli angoli degli occhi e le labbra appena si stendevano in un sorriso. Tutta l’espressione di quel volto era fissata, per sempre, nell’increspatura sottile, mobile, fuggevole dell’ironia, velo sublime d’aspro pudore con cui gli essere intelligenti coprono la pietà. Al di qua del lieve sorriso, quel volto sarebbe caduto nella distensione pesante della serietà e della cupezza, sull’orlo dell’astratta assenza per dolore, al di là, si sarebbe scomposto, deformato nella risata aperta, sarcastica, impietosa o nella meccanica liberatrice risata comune a tutti gli uomini.
Il personaggio fissava tutti negli occhi, in qualsiasi parte essi si trovavano, con i suoi occhi piccoli e puntuti, sorrideva a ognuno di loro, ironicamente, e ognuno si sentì come a disagio.”

Ecco una delle più belle descrizioni di questa capolavoro: un quadro che, più che essere guardato, guarda l’osservatore. Con la faccia da chi sa cosa nascondi, svela a noi stessi i nostri segreti e il nostro animo. L’ignoto marinaio, che emerge dal fondo nero e compatto del dipinto, sa e ride…e noi come reagiamo?

Una perizia tecnica assoluta, uno sguardo misterioso che nulla invidia alla tanto rinomata Gioconda, questi gli ingredienti che hanno fatto dei ritratti di Antonello un unicum di tutto il rinascimento.

Poche altre opere d’arte colpiscono altrettanto nel profondo l’osservatore e pochi altri libri si addentrano così tanto nella storia e nella vita delle persone reali che l’anno vissuta.

Il sorriso dell’ignoto marinaio sono 150 pagine da leggere tutte d’un fiato, perché no…magari sullo sfondo di un mare calmo e tranquillo con barche di pescatori che si mettono al largo…

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