La maternità ai tempi di Freeda

Io sono stufa.
Stufa di sentire frasi pseudo-femministe sul fatto che una donna per realizzarsi non deve per forza fare figli.
Sapete qual è ormai la verità? che una donna fa fatica a sentirsi realizzata se FA figli.

Io ho un figlio, di 13 mesi, e sono rimasta incinta a 25 anni. Non mi sento brava, realizzata, felice, migliore perché ho un figlio. Sono semplicemente una ragazza che cerca di continuare la sua vita normale con un figlio.

Io sono di Milano, e di mie coetanee in dolce attesa non ne ho trovata neanche una in tutto il percorso della gravidanza. Le donne con cui ho avuto l’opportunità di confrontarmi erano tutte dai 32 anni in su.
Donne che a un certo punto della loro vita hanno sentito l’esigenza di avere un figlio, donne che per tutti questi profili pseudo femministi rappresentano un canone da combattere per dimostrare che si può fare altro nella vita che avere figli.
Ma guardatevi attorno, la verità è che noi giovani donne facciamo solo altro, tanto che avere un figlio a 25 anni è una cosa strana, anomala, sconvolgente.

Solo un esempio: rimanere incinta a 25 anni vuol dire perdere il lavoro, perché il contratto di stage post laurea non prevede una tutela per le lavoratrici incinta.
Ma non mi sembra che molti account sedicenti femministi sottolineino la cosa.
Sapete la cosa davvero sconvolgente? Che molti di questi account non considerano propria la donna incinta o con figli. Come se fosse un esemplare da tenere nascosto.

Per non rimane nel vago mi riferisco all’account di Freeda che da ben prima della gravidanza seguivo con ammirazione e interesse. Purtroppo da quando sono rimasta incinta mi sono accorta di una cosa: esalta le donne in ogni loro aspetto tranne che nella maternità.
Come se la maternità non potesse essere un aspetto che facesse parte della vita della donna moderna e sicura di sé. Anzi peggio: come se la maternità fosse una sorta macchia nera da tenere nascosta nel curriculum di una donna.


Guardatelo quell’account. Ci sono post che invitano ad amare il proprio corpo, ammirevoli; ci sono interviste a donne in carriera che portano le loro testimonianze, interessanti; ci sono post che esaltano l’amore in ogni sua forma, condivisibile; ci sono post sul self-confident femminile, perfetto;  ci sono post di Carrie Bradshow che dice compiaciuta che la sua vita è piena di scarpe e non di figli, iconica (chi non adora Carrie?). Ci sono rappresentate donne di ogni genere, aspetto e forma. Tutte tranne donne incinta, donne madri, donne che hanno perso il lavoro per la gravidanza.
Improvvisamente ho capito che questo account, e come lui molti altri, non mi rappresentava più. E come me molte altre donne che adorano le scarpe, adorano uscire a divertirsi, adorano lavorare, adorano essere autonome, adorano diffondere amore…e hanno figli.
Questa categoria di donne non è contemplata da Freeda.
Perché purtroppo il modello che propone è duplice e inequivocabile: o sei una donna single, libera, autonoma, spensierata, che crede nell’amore ecc…, in una parola moderna, oppure non sei proprio una donna, tanto che in un portale femminile non si trova minimamente spazio per te.

Ecco, io sono stufa di questa immagine. Sono stufa di questa retrogredito modo di pensare per cui una donna può essere solo o single, autonoma e adoratrice di scarpe, oppure deve essere sottomessa, madre e cuoca.
Noi donne siamo molto di più, siamo più cose assieme, siamo capaci di molto di più di quello che ci vogliono far credere profili come Freeda.
Dimostriamolo a tutti.

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